Nel 1282 i civennesi riuscirono a porsi sotto il dominio di Lotterio II Rusca, allora Signore di Como e durarono in sottomissione a quella signorile famiglia comasca sino all’anno 1416, quando, avendo il Duca di Milano Filippo Maria Visconti comperata dai Rusca la Signoria di Como, costrinse i civennesi a rimettersi sotto il legittimo dominio del loro Monastero di S. Ambrogio.
Alla fine del secolo XVII era pendente a Vienna, presso S.M. l’imperatore Leopoldo I, una causa tra Civenna e il Monastero: i civennesi impugnavano la giurisdizione degli Abati del Monastero di S. Ambrogio su di loro ed il titolo di Conte, sostenendo la propria indipendenza.
Questo tentativo di indipendenza falli, rimase però acuito il malcontento contro il Monastero, malcontento che si venne manifestando in diverse maniere, non ultima delle quali il volere come Vicarii, in paese, non dei Monaci, ma dei Preti secolari, che non fossero legati agli interessi del Monastero, che rappresentavano.
Tuttavia i civennesi, in confronto di quelli che appartenevano ad altri stati laici, godevano di maggiore larghezza e di maggior benessere.
Il territorio di Civenna si estendeva per più di tre miglia in lungo e per più di tre miglia in largo, comprendendo 96 famiglie, ossia focolari e quasi 400 anime. Con l’essere soggetti al Monastero, i civennesi erano salvati (dal 1535 al 1713) da quel disastroso Governo Spagnolo del Milanese, sotto il quale il più infimo e miserabile bracciante finiva per pagare annualmente sino a 20 scudi di taglia e tutta la cavata dei beni non bastava a pagare la metà delle gravezze.
Il Milanese in soli 40 anni (1610-1650) pagò al Governo Spagnolo oltre 260 milioni di scudi d’oro (Somaglia) ossia più di mille milioni di euro nostri…. Eppure i civennesi non erano contenti del loro Governo! Si aggiunga ancora il privilegio che le imposte, fissate ai civennesi dai loro Sindaci e Consiglieri venivano esclusivamente impiegate a vantaggio del loro Comune.
Civenna oggi
Dal lontano 1900 ad oggi, Civenna ne ha fatta di strada, anche a piedi, poiché solo nel 1938 fu realizzato il nastro stradale che, con le famose «Rampe del Ghisallo» scende da Magreglio sino a Bellagio.
La sua nascita turistica avviene a dorso d’asino, nel 1903, ad opera dell’illustre milanese, Senatore prof. Angelo Menozzi, che, affascinato dalla straordinaria bellezza del paese, vi costruisce la sua villa, in «Terra di sotto».
Quella prima villa ha visto affiancarsi, disseminate nel verde, tante altre pregevoli costruzioni, adagiate sui dossi e poggi ridenti di sole, a godere dell’implacabile panorama di quel…. ramo del lago di Como che volge a mezzodì…, della maestosità delle Grigne, dai Corni di Canzo alle bianche cime della Svizzera. La vicinanza degli impianti sciistici del Monte San Primo e del Pian del Tivano; alle rive lacuali di Bellagio, che consentono di praticare nuoto, surf e vela; la dotazione propria di efficienti impianti sportivi; il patrimonio boschivo per escursioni e passeggiate; l’organizzazione di manifestazioni ed attività varie, a cura delle Associazioni locali, fanno di Civenna la meta ideale di chi cerca uno spazio esclusivo per lo svago ed il riposo a soli 60 km. da Milano.